Testo
Trasfiumazioni raccoglie alcuni frammenti del paesaggio golenale del fiume Po in provincia di Mantova durante la secca del 2021-2022, la più grave degli ultimi due secoli.
Questa parola inventata unisce uno spazio geografico preciso - la golena aperta tra l’alveo del fiume e il primo argine di protezione -, la lingua dialettale locale e le azioni che l’uomo compie sul fiume modificandolo per i suoi scopi fino a condizionarne lo stato vitale e il paesaggio circostante.
Ogni capitolo ritrae un elemento di questo paesaggio cercando, nel suo manifestarsi, la seconda natura che abita lo sguardo.
Le trasfigurazioni a cui questi elementi sono sottoposti non ignorano la gravità degli effetti umani su questo paesaggio ma intendono aprire alla possibilità di guardare più attentamente dentro il disastro e provare a immaginare, qui dentro, una via di uscita.
1.
Cattedrali vegetali rivolge lo sguardo e l’attenzione alle lingue di sabbia che, tra l’alveo del fiume e i campi coltivati, si allargano a dismisura nei periodi di siccità.
Sono margini frastagliati in continuo mutamento che sfuggono al disegno geometrico imposto alla superficie della Pianura Padana.
Qui una specie vegetale di origine americana, il Sycios angulatus, si è adattata all’habitat golenale e mentre da un lato viene catalogata come infestante e pericolosa per la vegetazione autoctona, dall’altro, con le sue architetture effimere, costituisce una casa stagionale per alcuni animali selvatici.
Sycios angulatus costruisce lo spazio attorno a piccole radure arrampicandosi sui tronchi e sui rami degli alberi e alzando fitte cortine, tendaggi vegetali che ricordano tende e capanne. Qualche volta, appaiono dall’esterno chiuse in sé stesse, impenetrabili se non per il buco circolare di una tana, altre volte presentano un ingresso e uno spazio vuoto al centro dove potersi sedere su un immaginario tappeto per stare in ascolto del fuori circondati da una membrana permeabile al paesaggio esterno.
Sulla superficie fotografica incido instabili strutture architettoniche, scheletri e figure geometriche che avvicinano queste formazioni alle architetture umane e che, scavando nello spazio rappresentato, ne generano un terzo che si apre alla possibilità di concepire il paesaggio come casa.
2.
Minuto, unità di misura del tempo terrestre ma anche entità di piccole dimensioni. Fenomeni acquatici minimi e circoscritti contengono immagini speculari di eventi cosmici, l’infinitamente vasto nell’infinitamente piccolo.
Nel video Human minute(s) il dinamismo dei fenomeni naturali viene analizzato da un software in grado di mappare caratteristiche morfologiche e cinematiche peculiari dalle quali vengono derivati parametri di controllo (tra cui note) inviati a un sintetizzatore.
Le parole di Italo Calvino guidano queste visioni: estratte, distillate, scomposte e ricomposte in un diverso immaginario terrestre che non rifugge l’attuale condizione del Grande Fiume ma si inserisce tra le sue crepe.
3.
Nel 1986 un gruppo di scrittori e fotografi pubblica il libro Traversate del deserto curato da Gianni Celati e dai figli del deserto. I testi e le fotografie raccolti nel libro costituivano l’inizio di una riflessione sul deserto reale e metaforico che si poteva percepire come incombente e che, a quasi quarant’anni di distanza, ha allargato i suoi confini a dismisura avanzando non solo nel paesaggio ma anche nelle menti e nei sentimenti umani.
Nella terra fertile si compone di uno di questi testi - scritto da Gabriel Josipovici e da cui prende il titolo - e da un trittico che pur sembrando rimandare ad un altrove distante ed esotico è parte del paesaggio quotidiano della valle del Po: dune artificiali di sabbia, frutto dell'escavazione del fiume per scopi commerciali, sotto un cielo desertico trapunto da stelle di plastica.
4.
Ho sete, mi fendo per siccità è la traduzione italiana della parola sanscrita per terra, la parte solida del globo contrapposta a quella liquida.
La gran secca spacca la sabbia dell’alveo del fiume e crepa il velo di fango che rimane addosso a tutto per molto tempo dopo la piena. Ognuna di queste cartografie di siccità parla di acqua.
5.
L’architettura vegetale di Sycios angulatus prende vita diventando essa stessa l’animale che ospita.
Nel video Anatomie vegetali l’architettura che sostiene il vivente, che lo struttura e gli conferisce la forma visibile è già presente. A questo si aggiunge il respiro, già proprio del regno vegetale ma portato al ritmo e alla cadenza di quello umano, più familiare e, per questo, forse più vicino alla possibilità di generare un nuovo sguardo sulla relazione tra gli esseri umani e il mondo che abitano.