Capricci architettonici
Il capriccio architettonico, cioè il disegno d’invenzione, di fantasia, è l’approfondimento di queste piante mediante la pratica del disegno. Attraverso questi capricci ho disegnato le piante dei sei templi come se fossero esistiti davvero.
Alcune parole più piccole presenti all’interno del tracciato vuoto della pagina interrompono lo schema e si configurano come dei passaggi, delle porte per passare da uno spazio testuale a un altro.
Tra il cuore del discorso talmudico al centro della pagina e i commenti ci sono queste parole; nel momento in cui una parola interrompe un vuoto, che per il lavoro corrisponde a un pieno, l’interruzione diventa significativa.
La sequenza di queste interruzioni diventa un abaco delle porte: ad ogni parola-porta, cui corrisponde un significato specifico, segue un disegno definito dal significato.
I sei capricci architettonici approfondiscono i passaggi tra uno spazio e l’altro: ogni porta, tra la cella centrale e i commenti, tra due commenti oppure tra le note e l’esterno del tempio ha una sua forma specifica.
Dimensioni disegni: 27 x 42 cm ciascuno